Interviste ed Incontri

Seconda partecipazione di Arabella a “C’era Una Volta al Cinema”

Radio intervista di Arabella Vallone

567421a3-075b-4444-8519-d3b4a4f0f0d2Durante la puntata, Arabella racconta del suo metodo di canto.

 

 

 

 

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Arabella Vallone ed il mondo della musica

Intervista di Francesca Rossetti ad Arabella Vallone

Roma, 12 Giugno   – Arabella Vallone, bravissima e bella figlia d’arte, si occupa di musica e pittura e ci parla del suo meraviglioso mondo

Chi è Arabella Vallone e come nasce la Sua passione per la musica ed il canto?

Chi sono secondo me? Beh… io mi vedo come una eterna “ragazza” ancora piena di sentimento e poesia, quella che mi ha trasmesso mio padre e mia madre fin da piccola. Sono cresciuta, infatti, con un padre che ogni mattina di tutta la sua lunga vita, recitava poesie bellissime, e ci portava a fare delle passeggiate all’alba facendoci contemplare estasiato la bellezza della natura, (che ancora oggi per me è la mia fonte di vita), la dolcezza degli animali, il rispetto del creato, aborrendo menzogne e crudeltà, riservate purtroppo a ogni essere vivente, apprezzando e facendo della onestà e della verità, nei fatti non solo nelle parole, la sua disciplina morale di vita, la coscienza pulita era un suo punto di forza reale… Leggi tutto

“Sei tu” – Spettacolo di danza

Con la partecipazione straordinaria di Arabella Vallone

12790922_10208715801634791_6744607094188277338_nArabella Vallone, figlia di Raf Vallone, musicoterapista e pittrice, partecipa allo spettacolo teatrale “SEI TU” che ha come tema la violenza sulle donne, violenza psicologica e fisica, realizzato attraverso accenni di prosa e di danza. Il quadro scelto per la locandina si chiama: “Donna sfregiata” di Arabella Vallone e indica, appunto, una donna umiliata, isolata, ferita e addirittura sfigurata ed è stato scelto per sensibilizzare le persone a questa condizione ancora comune tra molte donne. In scena: dal 14 al 17 aprile al teatro Elettra.

Testi di Federica Bordin

Coreografie Giorgia Angiolosanto – Serena Zanobi – Laura Sodano

con la partecipazione straordinaria di Arabella Vallone

Corpo di ballo: Federica Martini – Carolina Goffredo – Martina Bonometti – Federica Russo – Alessandra Zanobi

Arabella a “C’era Una Volta al Cinema”

Radio intervista di Arabella Vallone

567421a3-075b-4444-8519-d3b4a4f0f0d2E rullo di tamburi… ecco il PODCAST della prima puntata della stagione 2016 di C’ERA UNA VOLTA AL CINEMA, con l’elegante e solare Arabella Vallone, la sua musica inedita e soprattutto il ricordo di suo padre, Raf Vallone nel centenario della nascita.
Interprete di capolavori del neoralismo come Bitter Rice, Path of Hope, e di grandi produzioni internazionali come A View from the Bridge (film), Raf Vallone era anche partigiano, filosofo e calciatore (!), con un mix di talenti e una serietà davvero difficili da trovare al giorno d’oggi.
Speriamo che vogliate ricordarlo con noi, in attesa della prossima puntata, sempre il giovedì alle 21 e sempre su Radio Kaos Italy!

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I Cent’anni di Raf Vallone

Articolo di Cinemagazineweb.it

12742824_10206407191559228_7355976060672591392_nRoma, 18 Febbraio – Cent’anni e oltre cento film, una storia di cinema internazionale, ma anche di teatro e grandi sceneggiati per la tv in tutt’Europa e, ancora, l’esperienza politica, la lotta partigiana, il calcio (come mezzala) nel Grande Torino, poi la guida delle pagine culturali nell’Unità di Davide Lajolo: tutto questo è stato Raf Vallone che avrebbe compiuto 100 anni e che proprio in occasione di questo compleanno importante è stato ricordato e festeggiato a Roma in una serata affollata e molto affettuosa. Organizzata dale figlie Arabella e Eleonora (Saverio attore, dal set a Novara, ha mandato un saluto) alla Casa del Cinema è stato riproposto in una rarissima edizione Uno sguardo dal ponte, il film di Sidney Lumet, che nacque dallo straordinario successo della pièce teatrale all’Antoine di Parigi e che consacrò il mito di Raf Vallone. Leggi tutto

Mio padre Raf, eroe positivo del cinema neorealista

Intervista di Alessandro Ticozzi ad Arabella Vallone

RisoDal neorealismo popolare (Riso amaro, 1949; Non c’è pace tra gli ulivi, 1950; Il cammino della speranza, 1950; Roma ore 11, 1952; La spiaggia, 1953) al Cristo proibito (1951) di Curzio Malaparte, da Camicie rosse (1952) al film francese Teresa Raquin (1953), che contributo diede Raf al cinema con la sua figura di eroe positivo secondo Lei?
“Mio padre ha incarnato nei suoi personaggi, specialmente nel periodo del cinema neorealista, quei valori che erano e sono sempre stati il cardine fondamentale di tutta la sua vita: un profondo senso della giustizia, della libertà, della verità, dei valori democratici, dell’antifascismo, infatti la sua vita personale è stata costellata da episodi che lo confermano. Il pubblico  ha sentito questa profonda affinità e credibilità dei suoi personaggi coraggiosi come lo era lui, forti come era lui, onesti come lo era lui, e ne ha decretato l’assoluto successo. Leggi tutto

Un Ricordo di Arabella Vallone

Gaeta nei ricordi

12213894_10205813334833181_504341752_oSperlonga dolci ricordi: la mia infanzia, adolescenza e via dicendo è stata accompagnata dalla dolce Sperlonga con la sua spiaggia dorata, la misteriosa grotta di Tiberio, così mi sembrava da bambina, dalle passeggiate mute sulla sabbia fuori stagione meravigliose, dove rimanevano intatte le orme dei piedi… agli assalti in agosto, per fortuna limitati a pochi mesi. Le mie vacanze estive spesso erano tra Tropea e Sperlonga, il mare della Calabria passionale ed esplosivo nella sua bellezza, nei colori, blu, turchese, spiagge bianche, e quelle di Sperlonga dalla sabbia dorata l’acqua più timida, colori più miti. Il mare di Tropea, di Parghelia, di Capo vaticano dove dopo pochi passi già non si toccava, (e devo dire che un pò mi spaventava), ed il mare di Sperlonga dove si entrava camminando lentamente, senza traumi.

I ricordi di Sperlonga sono chiaramente legati al mio amato papà, e alla mia famiglia. Lui era un uomo di mare, i suoi occhi erano dello stesso blu del mare di Tropea, abituato a sfidare le onde, a volte anche impetuose, nuotando o remando ore ed ore già da ragazzino, con i suoi amici di infanzia, e quindi a Sperlonga ogni tanto prendevamo la barca e andavamo lungo la costa, esplorando grotte, cercando ricci e patelle; oppure prendevamo il largo per fare un pò di sci d’acqua.
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Papà Raf

Barbara Palombelli intervista Arabella Vallone

6.jpgE’ la trasmissinione della RAI Radio2 del 17 giugno 2011 “28 Minuti” condotta da Barbara Palombelli che intervista Arabella Vallone sul tema “Papà Raf”. Il sottofondo sonoro della clip è costituito da quello dell’intera trasmissione radio senza stacchi musicali. Mentre la sezione visiva si avvale di una nutrita galleria di immagini e brani tratti da films, sceneggiati e trasmissioni tv, in cui compare Raf Vallone:
“Uno sguardo dal ponte”, film diretto da Sidney Lumet nel 1962, basato sull’omonimo dramma teatrale di Arthur Miller.
“Il mulino del Pò”, sceneggiato televisivo di Sandro Bolchi del 1963, tratto dal romanzo di Riccardo Bacchelli, con Giulia Lazzarini.
“Il Musichiere”, trasmissione televisiva del 7 maggio 1960 diretta da Antonello Falqui e condotta da Mario Riva. Raf Vallone è ospite d’onore.
“Non c’è pace tra gli ulivi”, film diretto da Peppino De Santis nel 1950, con Lucia Bosè.
“Il Cristo Proibito”, film diretto da Curzio Malaparte nel 1951, con Elena Varzi.
“Il cammino della speranza”, film diretto da Pietro Germi nel 1950, soggetto di Federico Fellini e Tullio Pinelli, Orso d’argento al Festival di Berlino, con Elena Varzi.
“Anna”, film diretto da Alberto Lattuada nel 1951, con Silvana Mangano, Vittorio Gassman.
Le immagini sono tratte dall’archivio di Tropeamagazine.it e quello privato di Arabella Vallone. Ascolta l’intervista

Mio padre Raf, eroe positivo del cinema neorealista

Incontro con Arabella Vallone

155488673988db.jpgDal neorealismo popolare (Riso amaro, 1949; Non c’è pace tra gli ulivi, 1950; Il cammino della speranza, 1950; Roma ore 11, 1952; La spiaggia, 1953) al Cristo proibito (1951) di Curzio Malaparte, da Camicie rosse (1952) al film francese Teresa Raquin (1953), che contributo diede Raf al cinema con la sua figura di eroe positivo secondo Lei?
“Mio padre ha incarnato nei suoi personaggi, specialmente nel periodo del cinema neorealista, quei valori che erano e sono sempre stati il cardine fondamentale di tutta la sua vita: un profondo senso della giustizia, della libertà, della verità, dei valori democratici, dell’antifascismo, infatti la sua vita personale è stata costellata da episodi che lo confermano. Il pubblico ha sentito questa profonda affinità e credibilità dei suoi personaggi coraggiosi come lo era lui, forti come era lui, onesti come lo era lui, e ne ha decretato l’assoluto successo. Leggi tutto

Il grande attore Raf Vallone nel ricordo della figlia Arabella

Intervista a cura di Marco Buscarino

8.jpg Arabella Vallone, musicista, pittrice e poetessa, creatrice di un metodo di apprendimento del canto che sta riscuotendo diversi riconoscimenti, racconta a Marco Buscarino alcuni ricordi legati al padre, il grande attore del Neorealismo, Raf Vallone. Uomo colto e intelligente, padre e marito sensibile, ha lasciato un segno intangibile nella sua famiglia, così come nella società italiana in cui ha operato con profondo impegno, passione civile e professionale.

Arabella, suo padre Raf Vallone è uno dei rari esempi di eclettismo vincente, di fascino personale, e di dedizione alla famiglia e alla professione, che caratterizzano solo alcuni personaggi della storia dell’Italia, che ne pensa a riguardo? Leggi tutto