Ritratti di persone e animali

pic_gattone_b.jpg Siamo andate ad intervistare Arabella Vallone, in arte Ara V.

Le abbiamo chiesto delle sue origini, ma siamo rimaste ingarbugliate in un groviglio stupefacente di linee di discendenza di poeti, pittori e musicisti, dal nord del Belgio (Vallone, appunto) in giù, passando per la Calabria.

Cresce in una famiglia di artisti. Suo padre, Raf Vallone, con cui ha un bellissimo rapporto, di cui scriverà, le trasmette alcune delle sue tecniche: una sintesi di varie scuole (dall’Actor’s Studio a quella di John Allen a Santa Fè) e dello yoga. Tecniche che poi lei riprenderà nel suo originale metodo di insegnamento del canto.

Ma Arabella è una ribelle, e a 18 anni se ne va per la sua strada. È una vagabonda. A Londra vive in squat, e fa scalpore in molti studi discografici cult, dove registra le prime canzoni. In Italia la troviamo tra Milano e Firenze, dove inizia ad insegnare, e Roma, dove fa la dj e lavora in una radio. Poi il sud America: Bolivia, Brasile e Perù. Da questi luoghi trarrà, vivissima, l’esperienza del colore; scriverà, tempo dopo (perché, tra le altre cose, scrive) :

…spazi colorati dove l’essenzialità della comunicazione diventa assoluta… le persone, durante viaggi così, hanno facce indimenticabili. A NY è l´opposto, stai con mille persone e sei solo…

I suoi appunti di viaggio sono casuali, irruenti :

Ho girato un anno tra Rio e Bahia, Minas Gerais dalla terra rossa, poi la Bolivia e Santa Cruz che era uguale a quello che si vedeva in Butch Cassidy con Paul Newman, e poi a piedi sul Machupicchu, avevo solo uno zaino e un cappello di paglia…

Non si ferma, e qualche tempo dopo si ritrova in Kuwait, da dove fugge inseguita da un emiro.

Pubblicata su MAX la foto di Beppe Fiorello ispirata al quadro Flebo di Italianità

Pubblicata su MAX la foto di Beppe Fiorello ispirata al quadro Flebo di Italianità

Il fatto è che Ara V ha deciso di negarsi al successo ed alla notorietà. Preferisce vivere la sua vita e fare la sua arte. Scrive Ivo Bomba di lei:

Arabella non fa la cantante per non rischiare di diventare famosa, ma canta; conosce i segreti della voce umana e del respiro e sa quanto essa sia legata alla salute dello spirito e la sua voce è bella come quella di una sirena.

Ara V elabora un originale metodo di insegnamento del canto, ed alcuni dei suoi allievi raggiungono fama internazionale.

È un’artista poliedrica, multimediale, la cui carica espressiva non è contenibile in un solo genere, e, come capita a volte, un evento fortuito apre un nuovo orizzonte: confinata per un periodo a letto da una malattia, comincia a dipingere. Ed è l’inizio di un nuovo viaggio espressivo.

La sua pittura è cristallina e nello stesso tempo commossa: ritratti rivelatori e sorprendenti. Il quadro è specchio e porta, lo sguardo diventa contatto. Un flusso materico, empatico, erotico forse, fra occhi e anima. È per questo legame, crediamo, che non è mai facile convincere Ara V a cedere un’opera o a fare una mostra, e ben lo sanno i pochi che ci sono riusciti. Attualmente ha in corso due personali in Italia. A volte si concede, ovviamente alla sua maniera. Così, può capitare che faccia affiggere un quadro su una colonna in un mercato rionale, oppure si lasci convincere da noi ad esporre alcune sue opere in un tempio del rock.

Agit Pop – Valeria Rossi